TORNARE ALLE ORIGINI … PER ESSERE ORIGINALI

Abbiamo iniziato questo anno formativo 2021/2022 sotto il segno del cambiamento. Poche erano le nostre certezze, forse una: l’impossibilità che tutto ricominciasse come prima! Se da un lato l’inedito destava in noi timore, dall’altro ci esortava alla creatività … Come mettersi di fronte alla novità? Attingendo alle origini per essere originali nel senso più vero e profondo del termine: ecco il desiderio che ci ha fatto ripartire dal luogo dove tutto ha avuto inizio …

A fine agosto, siamo stati convocati a Valdocco, insieme, FMA e laici della Commissione Pastorale CIOFS-FP e Scuola Secondaria. Sotto la guida sapiente ed entusiasta di don Enrico Lupano, ci siamo accorti sin da principio che «il ritorno alle origini è l’origine di ogni vera rivoluzione» (F. Caramagna). Abbiamo visitato il rinnovato Museo Casa Don Bosco e riscoperto il segreto che nutre le radici della Famiglia Salesiana; abbiamo calcato la stessa terra che il nostro Padre e Maestro ha battuto nel suo instancabile itinerare alla ricerca di un luogo dove accogliere i suoi ragazzi, siamo entrati nella Basilica di Maria Ausiliatrice e ci siamo resi conto di essere parte viva di una storia che ci precede e ci supera. Dopo due giorni di immersione completa nel carisma, siamo tornati nelle nostre Comunità Educanti grati del ricco patrimonio che abbiamo ricevuto in eredità e desiderosi di attingervi con fedeltà creativa per il bene di chi è affidato alle nostre cure.

A dicembre, ci siamo spostati a Chieri per scoprire i pilastri della maturazione di don Bosco. Abbiamo intuito che una solida formazione, oggi come ieri, non può fare a meno di alcuni elementi imprescindibili: un ambiente sano e ricco di valori umani e cristiani, una buona istruzione culturale, un sano accostamento al lavoro, una rete di relazioni amicali feconde e un accompagnamento umano e spirituale saggio. Ancora una volta, dopo due giorni di esperienza sulle orme di don Bosco, abbiamo fatto ritorno nelle nostre Case felici di poter condividere il patrimonio riscoperto.

Ad aprile, siamo tornati a Valdocco per la tappa conclusiva del percorso. Tre stanze del Museo Casa Don Bosco ci hanno permesso di riflettere su tre nuclei essenziali: il carisma che nutre le nostre radici, la sinodalità che ci permette di essere autentiche Comunità Educanti, e la santità giovanile che da più di duecento anni irradia la Famiglia Salesiana.

Al termine di questo cammino formativo ci sentiamo più ricchi, non solo perché abbiamo ri-scoperto dettagli pedagogicamente illuminanti e spiritualmente nutrienti circa le nostre origini, ma perché un incontro dopo l’altro è cresciuto il nostro “sentirci a casa” in quei luoghi fisici e del cuore.

Ci sentiamo più ricchi, non solo perché questo tempo trascorso insieme ci ha permesso di conoscerci meglio, ma anche perché ci ha permesso di crescere come Comunità Educante: ora abbiamo la certezza che possiamo contare gli uni sugli altri per condividere gli interrogativi e le sfide del quotidiano.

Ci sentiamo più ricchi, non solo perché seduti a un tavolo abbiamo condiviso conoscenze e competenze, ma perché più volte abbiamo spezzato il Pane e la Parola attorno alla stessa Mensa: sullo stesso altare abbiamo offerto le nostre fatiche e le nostre gioie chiedendo al Signore di accogliere la nostra debolezza e di sostenerci con la sua forza.

Ci sentiamo più ricchi non solo perché dopo ogni tappa avevamo sempre qualcosa di cui parlare ai nostri colleghi e allievi, ma perché in ogni incontro raccontavamo a don Bosco e a Maria Ausiliatrice delle persone che ci stavano a cuore. Come sono stati preziosi quei Rosari pregati insieme camminando nel primo oratorio e vedendo ora il volto di Michele Magone, Domenico Savio e Francesco Besucco ora quelli dei nostri ragazzi. Come sono stati belli i tempi di Adorazione Eucaristica in Cappella Pinardi: era una Grazia semplicemente sostare lì in silenzio, portando a Gesù le soddisfazioni e le sofferenze del quotidiano e presentandogli le intenzioni nostre e quelle della gente delle nostre case …

Grati per tanta ricchezza non possiamo che essere riconoscenti a chi ha pensato e voluto questo percorso, a chi lo ha reso concretamente possibile e a chi si è lasciato coinvolgere con fiducia e apertura.

Lasciando Torino, abbiamo condiviso con don Bosco un grande sogno: che altri vivano la nostra stessa esperienza a Valdocco e che noi possiamo continuarla il prossimo anno a Mornese.

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